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Anche se la cosa può sembrare strana, in molti paesi esteri, soprattutto in Inghilterra, è stata sperimentata e viene sfruttata da tempo la formidabile attrattiva che le esche morte mantengono anche se impiegate da fermo con una montatura da fondo oppure lasciate andare lentamente alla deriva su una lenza sorretta dal galleggiante. Che questo metodo di pesca permetta la cattura di lucci e altri grossi predatori potrebbe sorprendere il pescatore italiano, abituato da sempre a sfruttare al massimo l'attrattiva di un'esca viva o comunque in movimento, ma i risultati dai pescatori tedeschi, inglesi e francesi parlano chiaro. Le esche morte ritenute migliori sono quasi sempre pesci di mare come aringhe sgombri che poco o nulla hanno a che fare con le specie di pesciolini che condividono l'habitat dei predatori d'acqua dolce rappresentandone le abituali prede. Questo dimostra che non sempre le convinzioni comuni rispondono alla realtà delle cose e a volte un pizzico di fantasia può essere sufficiente a superare i risultati del cosiddetto buon senso. In fondo nella pesca e bello essere un po' intraprendenti e dedicare qualche battuta alla ricerca di metodi diversi dai soliti, nel tentativo di catturare più pesci e di taglio maggiore. In questa sezione svilupperemo questo interessante e quasi inedito sistema di pesca rivolgendoci in particolare al luccio che rappresenta la preda numero uno, ma occorre subito dire che con il pesce morto si possono catturare, a maggior ragione, anche altre interessanti prede comuni delle nostre acque dolci, prima fra tutta la grossa anguilla e, nei grandi laghi del Nord Italia, la bottatrice, due pesci abituati a cercare questo tipo di esca sul fondo grazie alla sensibilità del loro apparato olfattivo. Fra i predatori per antonomasia, inoltre, anche il lucioperca o "sandra", che non brilla certo per mobilità o per acutezza visiva, risulta particolarmente vulnerabile nei confronti di esche molto odorose presentate ferme o in lentissimo movimento vicino al fondo. E non ci si meraviglia nemmeno se, magari dopo aver pasturato un posto per qualche giorno (un'altra novità di questo sistema) capitasse di trovare all'altro capo della lenza un cavedano record, un piccolo pesce gatto, un grosso babbo o un mostruoso siluro. Con questa pesca ancora tutto da scoprire può veramente accadere di tutto. A patto di non scoraggiarsi subito perché come sempre accade, ogni novità richiede un minimo di pratica e di sperimentazione prima di dare i suoi frutti; bisogna essere pronti a superare le immancabili delusioni iniziali con tanta pazienza.

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