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Il Castellano

Il torrente nasce a oltre 2000 metri di quota dal Pizzo di Sveso nel gruppo di monti della Laga. Scorre nella Val Castellana e va a gettarsi nel Tronto. Il primo tratto, dalle sorgenti a Val Castellana, presenta un aspetto che è quello classico del torrente appenninico; non molto ricco d'acqua alterna cascatelle con buche abbastanza profonde a tratti con pochi centimetri d'acqua, con correnti piuttosto vivaci. Il corso in questa prima porzione non presenta soverchie difficoltà di accesso, per contro la mancanza di vegetazione crea non pochi problemi di mimetizzazione; questo fenomeno rende problematica la pesca visto che la grande trasparenza delle acque consente alle fario di avvistare il pescatore con largo anticipo. A Valle Castellana, uno sbarramento posto sul corso del torrente da origine a un bacino artificiale, il lago di Talvacchia che ospita gli esemplari di fario più cresciuti e di più spiccate tendenza carnivore. A valle del bacino il nostro torrente aumenta le sue dimensioni e la sua portata idrica grazie ai numerosi affluenti laterali che vi si gettano. Il corso è però circondato da un ambiente decisamente più ostico e quindi le difficoltà di avvicinamento sono maggiori. Il torrente è popolato prevalentemente da salmonidi; nella parte alta le altre specie mancano quasi del tutto. Nell'ultimissima parte del suo corso, il fiume ospita anche diversi ciprinidi in risalita dal Tronto. Il fiume segna il confine fra le provincie di Ascoli e Teramo, quindi per arrivare in zona l'unica da percorrere è l'autostrada A 14 Bologna-Ancona, per poi uscire ad Ascoli Piceno. Trattandosi di una classico torrentello da salmonidi le alternative possibili in fatto di tecnica si limitano, come al solito, alla pesca al tocco oppure allo spinning. Nell'uno e nell'altro caso è meglio risalire il corso da valle verso monte. Abbiamo già sottolineato infatti, l'estrema limpidezza delle acque ed anche la difficoltà di mimetizzarsi. Queste due circostanza costringono il pescatore, per l'appunto, a risalire il torrente per garantirsi almeno un minimo del vantaggio della sorpresa. Come tutti sanno, la trota, pur non essendo particolarmente diffidente ed esigente in fatto di montature, è estremamente paurosa e fugge alla vista dell'uomo sulla sponda. Il primo accorgimento da adottare quindi, quando si pescano trote sui torrenti come il Castellano, è quello di evitare rumori e movimenti inutili, stando il più possibile discosti dalla sponda anche durante l'azione di pesca. In questi torrenti le alternative in fatto di esche sono decisamente poche, in quanto raramente si presentano ambienti adatti ad essere affrontati con artificiali diversi dal rotante.

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