Pesca OnLine.com

Il piccolo grande Bosso

È il più piccolo ed anche il meno conosciuto fra i corsi d'acqua che scorrono in quel comprensorio di fiumi marchigiani che fanno capo al Metauro e al Candigliano. Il Bosso scorre parallelo al Biscubio e confluisce nella cittadina di Cagli con il fiume Burano. Nasce nei pressi di Serravalle di Carda al confine con l'Umbria e per il suo corso, poco più lungo di una ventina di chilometri, è quasi interamente costeggiato dalla strada che da Cagli conduce alla valle del Biscubio. I tratti del Bosso che prenderemo in esame sono due. Il primo è qualche chilometro a monte dell'abitato di Secchiano, raggiungibile seguendo da Cagli le indicazioni per Pianello. Superato Secchiano, si notano sulla sinistra alcuni cartelli di divieto di pesca che delimitano una zona di ripopolamento. Proseguendo per la strada, ad un certo punto i cartelli di divieto vengono sostituiti da quelli che indicano "Acque di categoria A". Qui si cerca un buon accesso al fiume (ce ne sono diversi) e si comincia a pescare. È il tratto migliore per gli amanti dello spinning e della pesca a mosca. Per chi preferisce l'aria un po' più frizzante e un ambiente più adatto alla pesca al tocco, è consigliabile proseguire per Pianello. Poco prima di entrare in paese c'è un ponte in prossimità del quale si può parcheggiare comodamente e c'è anche un buon accesso al fiume. Di qui si può pescare a risalire fino ad un altro tratto di riserva. Oppure si può scendere: la conformazione del fiume lo permette. Quando vi capiterà di andare sul Bosso fate comunque attenzione alle tabellature, perché i tratti di divieto, dopo qualche anno, vengono spostati. Per pescare sul Bosso è sufficiente la licenza governativa. Vige il regolamento della regione Marche. Le trote sono tutte rigorosamente fario. Purtroppo i ripopolamenti annuali vengono fatti con materiale adulto che ben si presta alle stragi d'apertura, ma il Bosso regge bene e rimane pescoso fino alla chiusura. La pesca apre l'ultima domenica di febbraio ed è assolutamente vietato il bigattino. Alla fine di febbraio di solito c'è molta acqua, ma ci sono anche tante trote. Se vi interessa la trota porzione seminata di fresco, non c'è niente di meglio di un buon rotante fatto rotolare in qualche buca profonda. Oppure potrete affrontare la stessa buca con una bolognese e un galleggiante della forma che preferite. La pesca al tocco è comunque quella che rende di più e va effettuata, almeno in rispetto alla tradizione, col solito lombrico. Una canna sui 3 metri e 70 armata di mulinello e filo del 0.18. Un fondo lenza con un amo del 6-8 e due o tre olivette da montagna da mm 2.50 a 25 centimetri dall'amo. Al tocco bisogna saper pescare saper distinguere gli incagli sul fondo dalle abboccate, saper individuare la tana delle trote. Ma sopratutto, all'apertura, pescate dove la gente non pesca. Pescate in quella correntina che scorre sotto i rami della sponda opposta, dove è pericoloso lanciare perché si rischia di attaccare tutto all'amo. Oppure pescate dove la corrente spara e il galleggiante non riesce neppure ad andare in pesca. Non fatevi incantare da chi dice che col freddo la trota non sta in corrente. Provate e almeno avrete la certezza di pescare dove, anche il giorno dell'apertura nessuno a bagnato la lenza. Il Bosso in qualunque stagione non è difficile da percorrere, ma richiede costanza al pescatore che spesso salta cent metri di fiume per raggiungere la buca più grossa. Sul Bosso, più che in altri torrenti appenninici, ogni anfratto è vincente. Con l'avanzare della stagione sono sempre di più le trotelle che entrano in caccia e allora sarà necessario porre molta attenzione per non ferirne un'infinità. Oltre alle trote ci sono anche una infinità di vaironi panciuti, anche superiori a 15 centimetri, ben disposti ad abboccare alla coda del lombrico ed alla camola del miele. Se all'apertura c'è troppa gente e le trote sembrano scomparse, può essere un ottimo ripiego. Basta mettersi tranquilli in una buca ormai super battuta con una canna fissa e un galleggiantino. Per raggiungere la valle del bosso da Bologna ed Ancona si percorre l'A14 fino a Fano, poi si seguono le indicazioni per Roma fino alla cittadina di Cagli. Qui si gira a destra seguendo le indicazioni per Pianello. Da Roma si segue la statale 3 per Fano, e una volta a Cagli, si gira per Pianello.

 

Condividi questo articolo