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Il mio itinerario prende in esame due corsi d'acqua fra i più importanti della provincia di Ascoli e che scorrono su due vallate contigue e parallele, fino a raggiungere il mar Adriatico, ad appena sei chilometri l'uno dall'altro. L' Aso e il Tenna nascono dalla catena dei Sibillini. Il loro corso ha un regime torrentizio con portate massime in primavera ed in autunno, quando più copiose sono le precipitazioni piovose. Nella parte alta scorrono tra marne argillose e calcare, caratterizzate da frequenti fenomeni carsici. L'Aso nasce dal monte Vettore e, dopo un percorso di circa 75 chilometri sfocia in Adriatico presso la cittadina di Pedaso. Il Tenna nasce dal monte Priora; nella parte alta del suo breve percorso (appena 62 chilometri) riceve le acque dei torrenti Tennaco e Ambro. Sfocia in Adriatico fra le cittadine di Porto S. Elpidio e Porto S. Giorgio. Entrambi i corsi d'acqua presentano, come tutti i corsi d'acqua dell'Appennino marchigiano, natura e fauna diversa. Nell'Aso, le acque di categoria "A", cioè quelle popolate prevalentemente da salmonidi, sono comprese fra la sorgente ed il paese di Comunanza. Più a valle, degradando sempre più dolcemente verso la foce, le sue acque ospitano tutte le specie di ciprinidi più comuni: cavedani, barbi, triotti, lasche e carpe. Il Tenna è fiume ricco di fauna ittica. Indicativamente possiamo dire che la trota è presente nel tratto fra le se sorgenti ed il paese di Amandola. Poi si entra sempre più nel regno dei ciprinidi e delle anguille. Per effettuare una battuta di pesca lungo l'Aso, chi proviene da lontano può percorrere comodamente l'autostrada fino alla cittadina di Pedaso, per poi immettersi nella "Valdaso" e raggiungere la località preferita. Per raggiungere il Tenna, niente di più facile che portarsi alla foce, percorrendo l'autostrada, fino a Porto S. Elpidio o a Porto S. Giorgio. Chi preferisse quest'ultima, deve procedere per la città di Fermo per poi immettersi sulla provinciale che da Porto S. Elpidio conduce verso i paesi di Falerone, Servigliano, Amandola, Monte Fortino. Precindendo dalla solita considerazione sulle preferenze di ciascun pescatore, le caratteristiche ambientali dei due fiumi richiedono l'adattamento delle attrezzature, alla zona prescelta per la pesca. La pesca con sistemi a mosca, è riservata solamente agli specialisti proprio per l'angusto spazio a disposizione. Per lo spinning, ove praticabile, si impiegheranno cucchiaini rotanti nella grammatura classica, da 2 a 5 grammi. Nella parte medio bassa del loro corso, la pesca più redditizia resta quella tradizionale alla "passata", con canna a mulinello, impiegando setali molto sottili. Le esche non difettano; larva di mosca carnaria, grillo, cavalletta, frutta di stagione ecc. Per la carpa granoturco tenero o la pasta giallo che ognuno ama prepararsi in gran segreto ma che i meno esperti possono trovare anche in commercio.

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