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Fiume metauro

L'itinerario di oggi fa parte del fiume Metauro e precisamente da Fossombrone fino alla foce situata a Fano, piccola località balneare. Il Metauro nasce a Borgo Pace dalla confluenza di due fiumi il Meta e l'Auro; lungo il suo cammino che termina appunto nel Mare Adriatico nei pressi di Fano, le sue acque ricevono numerosi affluenti, tra i quali ricordiamo il Candigliano che sfocia nel Metauro in località Calmazzo di Fossombrone. Il fiume Metauro è in gran parte classificato acque di categoria "B" (ciprinidi) o perlomeno certamente da Fossombrone in poi. Anche qui come in tutti i corsi d'acqua, vige l'obbligo di essere titolari di licenza di pesca ed eventualmente di tesserino segnacatture (informarsi in provincia). Inoltre sono considerate zone no-kill le acque che scorrono dalla cascata di Ca' la Vecchia fino al ponte sulla strada provinciale dei Fangacci (per la precisione ad Urbania). Le specie ittiche presenti in questo fiume sono in prevalenza cavedani, barbi, carpe, carassi e alborelle; quest'ultime prede poco ambite dai pescatori. Le tecniche di pesca da utilizzare, ovviamente, fanno capo alle esigenze del luogo, del pesce e del pescatore che le attua; conviene comunque pescare alla passata, tecnica maggiormente utilizzata dai pescatori che frequentano questo fiume. Va bene anche pescare a fondo; se si pescano le carpe nella zona di Tavernelle meglio munirsi di una canna piuttosto robusta in quanto questo ciprinide nelle acque di Tavernelle è di buona mole. Purtroppo verso la fine del lungo cammino di questo fiume le specie ittiche cominciano a diminuire, sopratutto nei pressi della foce dove vengono rimpiazzate dalle specie marine (cefali in prevalenza). Le esche più comuni utilizzate su questo corso d'acqua sono sicuramente il bigattino e il lombrico di terra, quest'ultimo più apprezzato dal carassio; mentre se si vuole insidiare la carpa, meglio con il mais o la pastura.

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