Pesca OnLine.com

Itinerari nelle Marche

Il torrente Mutino, è un torrente appenninico lungo circa 15 chilometri che nasce dal Sasso Simoncello a 1220 metri di quota. In questi 15 chilometri supera un fortissimo dislivello, infatti confluisce nel Foglia a quota 200 metri sul livello del mare. Questa elevata pendenza ne fa un torrente appenninico "atipico" in quanto a prima vista assomiglia di più ad un corso d'acqua alpino ricco com'è di salti, buche, cascatelle e briglie. una prima conseguenza di questa situazione geografica è, ovviamente, una certa difficoltà di accesso in taluni tratti. Il primo tratto dalle sorgenti all'abitato di Frontino, è quello in cui la necessità di avere buone gambe si fa sentire. In questo tratto, a causa del terreno franoso, di grandi massi e della vegetazione, la salita è tutt'altro che priva di difficoltà, quindi è consigliabile avventurarvisi solo se si è perfettamente sicuri dei propri mezzi ed è, comunque, sempre meglio avere

Leggi tutto: Mutino

Il Castellano

Il torrente nasce a oltre 2000 metri di quota dal Pizzo di Sveso nel gruppo di monti della Laga. Scorre nella Val Castellana e va a gettarsi nel Tronto. Il primo tratto, dalle sorgenti a Val Castellana, presenta un aspetto che è quello classico del torrente appenninico; non molto ricco d'acqua alterna cascatelle con buche abbastanza profonde a tratti con pochi centimetri d'acqua, con correnti piuttosto vivaci. Il corso in questa prima porzione non presenta soverchie difficoltà di accesso, per contro la mancanza di vegetazione crea non pochi problemi di mimetizzazione; questo fenomeno rende problematica la pesca visto che la grande trasparenza delle acque consente alle fario di avvistare il pescatore con largo anticipo. A Valle Castellana, uno sbarramento posto sul corso del torrente da origine a un bacino artificiale, il lago di Talvacchia che ospita gli esemplari di fario più cresciuti e di più spiccate tendenza carnivore. A valle del bacino il nostro torrente aumenta le sue dimensioni e la sua portata idrica grazie ai numerosi affluenti laterali che

Leggi tutto: Il Castellano

Il piccolo grande Bosso

È il più piccolo ed anche il meno conosciuto fra i corsi d'acqua che scorrono in quel comprensorio di fiumi marchigiani che fanno capo al Metauro e al Candigliano. Il Bosso scorre parallelo al Biscubio e confluisce nella cittadina di Cagli con il fiume Burano. Nasce nei pressi di Serravalle di Carda al confine con l'Umbria e per il suo corso, poco più lungo di una ventina di chilometri, è quasi interamente costeggiato dalla strada che da Cagli conduce alla valle del Biscubio. I tratti del Bosso che prenderemo in esame sono due. Il primo è qualche chilometro a monte dell'abitato di Secchiano, raggiungibile seguendo da Cagli le indicazioni per Pianello. Superato Secchiano, si notano sulla sinistra alcuni cartelli di divieto di pesca che delimitano una zona di ripopolamento. Proseguendo per la strada, ad un certo punto i cartelli di divieto vengono sostituiti da quelli che indicano "Acque di categoria A". Qui si cerca un buon accesso

Leggi tutto: Il piccolo grande Bosso

Anch?esso appartiene alla provincia di Pesaro e Urbino. Affluente del Fiume Candigliano a Piobbico, nasce in località Taverne (Apecchio) dall'unione tra Fosso del Fumo e Fosso di Somole. Numerosi sono i suoi affluenti tra i quali il Fosso di Pietragialla, Fosso di Tacconi, Torrente Menatolo, Fosso del Molino, Fosso di Carda e il Rio Vitoschio. Le acque di tutto il torrente sono classificate di acque di categoria "A", necessaria quindi la licenza di pesca e il tesserino segnacatture provinciale. Nel suo corso sono in vigore, a rotazione biennale, una Zona di Ripopolamento e frega

Leggi tutto: Biscubio

Fiume potenza

Questo itinerario compre il fiume Potenza e due suoi affluenti: il torrente Scarsito e il torrente Campodonico. L'uscita di pesca si svolgerà quindi nella zona compresa, più o meno, fra gli abitati di Castelraimondo e Pioraco. La caratteristica principale del fiume Potenza è quella di avere, in questo tratto, una portata d'acqua costante e abbastanza cospicua; indipendentemente dalla stagione. Si può perciò affrontare il torrente sia appena dopo l'apertura della pesca alla trota che in piena estate senza rischiare mai di trovarsi in difficoltà per carenza d'acqua. A partire dalle sorgenti il tratto che descriviamo arriva fino all'altezza del paese di Castelraimondo, il tutto per una lunghezza complessiva di circa 25 chilometri. Nonostante la relativa brevità del nostro itinerario, lungo il cammino si riscontrano notevoli mutamenti dell'aspetto del fiume. Nella parte più alta, da Fonte di Brescia a Poggio l'aspetto del corso d'acqua è estremamente selvaggio, il Potenza in questi 4 o

Leggi tutto: Fiume potenza

Il mio itinerario prende in esame due corsi d'acqua fra i più importanti della provincia di Ascoli e che scorrono su due vallate contigue e parallele, fino a raggiungere il mar Adriatico, ad appena sei chilometri l'uno dall'altro. L' Aso e il Tenna nascono dalla catena dei Sibillini. Il loro corso ha un regime torrentizio con portate massime in primavera ed in autunno, quando più copiose sono le precipitazioni piovose. Nella parte alta scorrono tra marne argillose e calcare, caratterizzate da frequenti fenomeni carsici. L'Aso nasce dal monte Vettore e, dopo un percorso di circa 75 chilometri sfocia in Adriatico presso la cittadina di Pedaso. Il Tenna nasce dal monte Priora; nella parte alta del suo breve percorso (appena 62 chilometri) riceve le acque dei torrenti Tennaco e Ambro. Sfocia in Adriatico fra le cittadine di Porto S. Elpidio e Porto S. Giorgio. Entrambi i corsi d'acqua presentano, come tutti i corsi d'acqua dell'Appennino marchigiano, natura e fauna diversa.

Leggi tutto: Aso e Tenna

Fiume metauro

L'itinerario di oggi fa parte del fiume Metauro e precisamente da Fossombrone fino alla foce situata a Fano, piccola località balneare. Il Metauro nasce a Borgo Pace dalla confluenza di due fiumi il Meta e l'Auro; lungo il suo cammino che termina appunto nel Mare Adriatico nei pressi di Fano, le sue acque ricevono numerosi affluenti, tra i quali ricordiamo il Candigliano che sfocia nel Metauro in località Calmazzo di Fossombrone. Il fiume Metauro è in gran parte classificato acque di categoria "B" (ciprinidi) o perlomeno certamente da Fossombrone in poi. Anche qui come in tutti i corsi d'acqua, vige l'obbligo di essere titolari di licenza di pesca ed eventualmente di tesserino segnacatture (informarsi in provincia). Inoltre sono considerate zone no-kill le acque che scorrono dalla cascata di Ca' la Vecchia fino al ponte sulla strada provinciale dei Fangacci (per la precisione ad Urbania). Le specie ittiche presenti in questo fiume sono in prevalenza cavedani, barbi, carpe, carassi e alborelle; quest'ultime prede poco ambite dai pescatori.

Leggi tutto: Fiume metauro

Fiume esino

Il fiume Esino assume caratteristiche del tutto particolari; a monte è caratterizzato da un aspetto tipicamente torrentizio, a valle e fino alla foce assomiglia molto di più ad un classico fiume di pianura. Innanzitutto la portata idrica è molto più consistente, visto che i metri cubi sono quasi doppi che a monte; il fondale da ghiaioso si trasforma in melmoso e la vegetazione acquatica è quasi palustre. In effetti una delle attrattive piscatorie principali di questo tratto è rappresentata proprio da lunghissimi canneti che corrono paralleli alle sponde per tutto il tratto in questione. Le specie ittiche presenti in questo fiume sono quasi tutte le varietà di ciprinidi: barbi, scardole, cavedani, vaironi, carpe e tinche, oltre a diversi predatori, lucci e persici innanzitutto. Queste ultime specie si incontrano in particolare nelle insenature e negli slarghi dove l'acqua è ferma. Il fiume Esino infatti è tutt'altro che un ambiente monotono, anche dalle cartine si nota come il suo corso sia tutto un susseguirsi di diramazioni e isolotti che rompono l'uniformità del corso e che

Leggi tutto: Fiume esino

Fiume Chienti

Il tratto del fiume Chienti che scorre a monte del lago artificiale di Borgiano è il mio prossimo itinerario. Meglio non spostarsi a valle del bacino, visto che il fiume attraversa una zona piuttosto popolosa. Il lago è lungo circa tre chilometri ed è largo al massimo 400 metri. È di facile accesso e presenta acque limpide dato che il fondale è quasi del tutto privo di zone melmose. Anche le sponde sono "pulite" in quanto la vegetazione presente non è mai tale da ostacolare seriamente il passaggio; la sponda di più facile accesso è quella di destra, costeggiata com'è dalla strada. Sul lago si pesca bene sopratutto in vicinanza dello sbocco del fiume. Il corso del fiume si presenta alquanto tortuoso e ricco di gorghi; questi ultimi, essendo segno di ostacoli sommersi, rappresentano sempre buoni punti di riferimento. Il nostro corso d'acqua offre anche posizioni di altro tipo, in particolar modo si tratta di fondali abbastanza significativi

Leggi tutto: Fiume Chienti

Cesano

Questo itinerario copre gli ultimi 30 chilometri del fiume Cesano e cioè il tratto compreso all'incirca fra Pergola e la foce. Nella sua parte più alta il fiume ospita qualche salmonide, ma la popolazione prevalente è costituita da ciprinidi che, in vicinanza della foce, convivono con diverse specie di risalita. Risalendo dalla foce verso monte incontriamo dapprima la classica laguna con acque salmastre molto lente e fondale melmoso, ambiente decisamente classico per questo tipo di posti. In linea di massima, si può dire che le acque mantengono una certa salinità fino all'altezza di Ponte Rio. A monte, la corrente è leggermente più sostenuta sebbene non sia mai troppo rapida. Il fondale è prevalentemente ghiaioso e le rive, dato che il fiume scorre praticamente in pianura, sono di accesso particolarmente facile. La profondità dell'acqua varia

Leggi tutto: Cesano

Altri articoli...